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Non tutte le proteste (TAV) vengono per nuocere

L’opposizione alla TAV ed al sottoattraversamento di Firenze, che il MoVimento 5 Stelle fiorentino ha da sempre portato avanti, non sono  frutto di quell’antiprogressismo aprioristico nei confronti delle Grandi Opere di cui più volte è stato tacciato.

Lo dimostrano le  odierne inchieste della procura di Firenze per i reati di “associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata” alla società fiorentina che ha vinto la gara per la realizzazione della Tav.

 Il MoVimento 5 Stelle aveva infatti  già messo in evidenza  gli aspetti critici dell’opera come costi esorbitanti e scelte tecnico-operative scellerate, che olttretutto erano  a carico della collettività.

Ci era sempre apparso evidente, che l’ostinazione della passata e presente classe politica sui progetti che favoriscono le infrastrutture e le Grandi Opere, dal Piemonte alla Sicilia fosse chiara  ,e non nascondesse altro che un mezzo di rendita pubblica a favore di creditori (sistema bancario), società in appalto , general contractors e sistema politico, piuttosto che rappresentare un servizio ai cittadini.

L’Avvocato Alfonso Bonafede candidato alla Camera per il Movimento 5 Stelle afferma : “La  politica dei trasporti e delle infrastrutture in Toscana va rivista, e alla luce delle ultime accuse della procura , ci auguriamo sia fatta chiarezza sui probabili aspetti illeciti del progetto, che l’ammnistrazione voleva portare  avanti  e oltretutto a carico dei contribuenti .  “Ci vuole uno stop totale e da subito , prima che altri danni, ambientali e finanziari, vengano compiuti, complice una cattiva programmazione a livello regionale e nazionale”.

Riferimenti

TAV: CONTESTATA ANCHE ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE (ANSA) – FIRENZE, 17 GEN
TAV: INCHIESTA PROCURA FIRENZE, SONO OLTRE 30 GLI INDAGATI =NEL MIRINO GESTIONE APPALTI E SMALTIMENTO ABUSIVO RIFIUTI – (Adnkronos) Firenze, 17 gen. –
 
 

Costi raddoppiati nel Piano Interprovinciale Rifiuti

Respinte la maggior parte delle osservazioni da parte delle Province di Firenze, Prato e Pistoia presentate dagli enti e dai comitati; dalle prime valutazioni abbiamo riscontrato non solo un incremento dei costi del 49% ( € 112.500.000,00  in più per un totale di € 308.500.000,00 ) in merito alla realizzazione degli impianti di incenerimento e delle discariche, ma anche una conferma di realizzazione dell’impiantistica in tempi brevissimi.

Il gruppi MoVimento 5 Stelle di Firenze, Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Calenzano, di Pontassieve e della Rufina, nonché di Figline Valdarno, Reggello, Greve in Chianti e del Valdarno Aretino hanno constatato il fallimento completo delle osservazioni sul Piano Interprovinciale dei Rifiuti dell’ATO Centro avanzate dalle Amministrazioni Comunali, Provinciali e dai Comitati.

Infatti sono state respinte quasi tutte le osservazioni basilari, quelle che mettono in discussione la necessità di creare nuovi impianti che assorbono ingiustificatamente milioni di euro, con la minaccia di un’emergenza rifiuti. Sono invece state parzialmente accolte quelle osservazioni ovvie, scontate e facilmente eseguibili.

Dalle tabelle che sono state approvate in primavera abbiamo notato un incremento drammatico di costi, a quanto pare per una mancata valutazione delle nuove normative ambientali (il che implica il fatto che il PIR sia oltremodo vetusto nella sua progettazione) e che pongono l’interrogativo essenziale: sono necessari questi impianti, a fronte di questi costi insostenibili?

Ricordiamo infatti che essendo la tariffa che l’utenza paga finalizzata alla copertura dei costi ci dovremo aspettare nuove e più esose TIA.

Tabella PIR
Paraventati dalla lotta guelfa-ghibellina ovvero renziani contro bersaniani, le Province stanno mettendo in atto un impianto di raccolta e smaltimento rifiuti che non rispetta le direttive europee e che impegnerà fiumi di denaro pubblico nei prossimi anni (Inceneritore di Parma docet).

In particolare alcune osservazioni sono discordanti e hanno il totale disprezzo verso le osservazioni portate dagli enti e le amministrazioni locali, nonché verso i comitati dei cittadini.

Per precisione nell’area della discarica di Le Borra (Figline Valdarno) si riscontrano alcune risposte che hanno dell’incredibile:
Nella risposta al Comune di Figline Valdarno troviamo che nella discarica di Le Borra saranno conferiti rifiuti urbani e urbani pericolosi stabili, dizione che non troviamo nel Piano Interprovinciale originario.

A pagina 97 si legge: “Ricordato quindi che la discarica prevista nel sito di “Le Borra” è un impianto di ATO e non della sola Provincia di Firenze, destinato quindi ad accogliere i rifiuti solidi urbani, opportunamente trattati come previsto dal D.lgs. 36/2003, prodotti nelle Province di Firenze, Prato e Pistoia”.

Questo è al di fuori di ogni precedente affermazione del sindaco Riccardo Nocentini che aveva detto solo le ceneri di Selvapiana sarebbero state accolte dalla discarica.

La tempistica di entrata in funzione non solo della discarica di Le Borra, non può dipendere dalla chiusura di impianti siti in altri ATO. Questo perché, ribadisce seccamente il documento, in risposta alle amministrazioni comunali di Figline Valdarno, San Giovanni Valdarno, Cavriglia e Terranuova Bracciolini si mira all’autonomia dell’ATO.

Si sottolinea un passaggio molto grave a nostro avviso a pg. 75: “siamo consapevoli dei disagi che potrebbero derivare alle popolazioni valdarnesi dalla contemporanea presenza di due discariche in esercizio nello stesso territorio e sarà nostra cura cercare di evitare tale situazione.

Ma il prezzo da pagare, ovviamente non potrà essere quello della mancata autosufficienza di smaltimento con conseguente emergenza ambientale in ATO Toscana Centro”.

Se si applica questo principio, perché allora si considera parte integrante del ciclo dei rifiuti dell’ATO Centro l’impianto di trattamento rifiuti presente a Podere Rota che è in altro ATO?

L‘inceneritore di Testi è stato pianificato per il 2016 senza nessun tipo di verifica sulla necessità come precedentemente indicato.

Inoltre il sito delle Borra è stato individuato proprio per la sua vicinanza all’impianto di pretrattamento presente a Podere Rota.

Infatti nel PIR a pagina 122 si legge: “Il sito risulta poi strategico per il mantenimento delle sinergie tra l’impianto di selezione e trattamento meccanico dei rifiuti e l’impianto di compostaggio esistenti in località Casa Rota nel Comune di Terranuova Bracciolini (AR) e l’impianto di termovalorizzazione previsto nel Comune di Rufina, in località Selvapiana”. Ma non è in contraddizione con la sventolata autonomia?

Rimangono i grandi interrogativi, che già erano stati posti nella fase di pianificazione del PIR. L’inceneritore di Case Passerini entrerà in funziona nel 2015, La discarica di Le Borra entrerà in funzione nel 2014, Selvapiana nel 2015 e Testi nel 2018.

Chi troverà i soldi per effettuare questi inutili e dannosi impianti ?

Li recupereremo dalla Sanità?

Già ad oggi sono tolte risorse necessarie al corretto funzionamento del sistema sanitario a scapito di tutti i cittadini.

Dopo le sbandierate rassicurazioni da parte degli amministratori locali, come potranno di nuovo presentarsi davanti ai cittadini per continuare ostinatamente ad approvare questi piani?

Chiediamo, come MoVimento 5 Stelle, con forza la fine di questo piano, vecchio e anacronistico e a tutti i consiglieri provinciali PD, nonché al presidente di ripensare un sistema meno oneroso e gravoso, da subito, prima che si inizino le gare di appalto e si giunga al punto di non ritorno.

 

Comunicato stampa: le spese del Comune fuori controllo

I cittadini del MoVimento 5 Stelle apprendono preoccupati le ultime dichiarazioni della Corte dei Conti in merito alla gestione finanziaria della giunta Renzi.

L’Organo di Stato  ha comunicato che è stato sforato il Patto di stabilità :” la spesa del personale sfora del 120%, e i costi sostenuti per il personale con contratto a termine, risultano superiori del 50% di quelli effettuati nel 2009. Il tutto aggravato dalla previsione per il 2012 di nuove assunzioni di personale.

Si denota quindi il permanere di una situazione di precarietà finanziaria, e “una reiterata irregolarità contabile”.

Ci chiediamo quale sia il beneficio della linea che ha portato a queste dichiarazioni  e se non si profili un vero e proprio crack economico  per la città di Firenze.

Se si era già palesata la volontà di effettuare tagli alla cultura, allla scuola, all’ambiente e alla manutenzione stradale, vorremo capire verso che direzione vuole andare l’amministrazione .

Perchè si continuano gli investimenti nel personale della macchina comunale, piuttosto che quelli nel  sociale e nella conservazione e il rilancio dei servizi  per la collettività?

Perchè la fondazione di Renzi investe dieci milioni di euro nei fondi del finanziere Serra,  invece che riparare le logorate tubature del capoluogo fiorentino ? O ristrutturare gli intonaci del soffitto del  liceo fiorentino Galileo? O quello della MicroPiscina del quartiere dell’Isolotto il cui crollo ha provocato delle ferite  a cinque bambine? 

Crediamo che i cittadini di Firenze abbiano diritto a  una gestione  della spesa pubblica trasparente,  condotta senza irregolarità,  e finalizzata in primis alla salvaguardia delle esigenze locali  della comunità.

 

Il provocatore si confronti nelle istituzioni !

Noi cittadini del MoVimento 5 stelle Firenze, vorremmo rispondere  all’ultima provocazione mediatica lanciata da Matteo Renzi, a proposito di un ipotetico confronto in  tv con Beppe Grillo. 

Innanzitutto ci sembra doveroso chiarire, che l’interlocutore più appropriato a cui rivolgersi sia il MoVimento stesso e tutte le anime che lo compongono.

Il  noto blogger  genovese di fama internazionale, per quanto sia da noi stimato,  diffondendo  i nostri principi dal suo visitatissimo sito, ha esclusivamente la funzione di illumininare grazie alla sua popolarità tutte le nostre iniziative.

Detto questo, crediamo  che piuttosto che con la  tv,  forse il sindaco di Firenze dovrebbe avere come prima preoccupazione quella di  confrontarsi  con le interrogazioni di attualità  che  giacciono senza sua  risposta in Consiglio Comunale, per esempio quella che chiede se ci siano o meno  infiltrazioni di criminalità organizzate negli appalti delle opere fiorentine, e che dopo due anni e mezzo di attesa adesso è un vero e proprio esposto alla procura.

Detto questo, se il candidato premier rignanese punta realmente a un confronto con il MoVimento 5 stelle , potrebbe iniziare a rispondere alle richieste di chiarezza  che i cittadini del MoVimento di Firenze hanno avanzato a lui e alla sua giunta,  attraverso i  numerosi comunicati stampa e i post emessi sul nostro blog durante tutto il suo mandato. 

Non aspettiamo altro.

 

Nuove grida dalla Regione

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Riceviamo il Comunicato stampa del Comitato NOTUNNELTAV Firenze che condividiamo e rilanciamo

Firenze, 16 ottobre 2012

Nuove “grida” dalla Regione: si iniziano a scavare i tunnel TAV?
Un po’ di prudenza con questo progetto così lacunoso sarebbe opportuna.

“La Regione dà il via libera all’escavazione della galleria e alla realizzazione della nuova stazione dell’alta velocità. Per noi è importante fare bene e fare presto. La Toscana e Firenze non possono permettersi di perdere questa occasione, né di ritardare la realizzazione di questa infrastruttura fondamentale, che ci conferisce un ruolo di centralità nella mobilità ferroviaria, con tutti i vantaggi economici e culturali che comporta”.
Queste le parole del Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi a commento delle due delibere di Giunta che autorizzerebbero la realizzazione, in Valdarno, delle “colline schermo” ricavate dalle terre di scavo dei tunnel TAV fiorentini.
Tanta solennità è imbarazzante:

  • parlare di “infrastruttura fondamentale” per l’alta velocità, mentre le frecce di tutti colori già passano da Firenze senza problemi è assurdo
  • che questa opera conferisca alla Toscana “centralità nella mobilità ferroviaria” è concetto che non ha tecnicamente senso (centralità rispetto a che?)
  • parlare di “vantaggi economici e culturali” per questi inutili tunnel è cosa da tenere a mente perché i posteri conoscano il livello della politica all’inizio del XXI secolo

Il Presidente della Regione Enrico Rossi ha fortuna che la memoria dei media e dell’opinione pubblica è estremamente labile. Altrimenti vedremmo i Fiorentini sbellicarsi dalle risate ripensando a quante volte è stato detto “adesso iniziamo”, a tutte le volte che è stato recitato il mantra che i lavori TAV a Firenze si faranno “presto e bene”.

Ma la cosa che più sconcerta sono le modalità con cui si sono stravolte le regole democratiche imponendo un decreto (161 del 10 agosto 2012) che rinomina quelli che sono rifiuti come “sottoprodotti”, rendendoli utilizzabili per le operazioni ambientali più discutibili, spacciando per una autorizzazione dell’Unione Europea il parere della Commissione Industria che riconosce solo che questo regolamento “non viola le norme sulla libera circolazione delle merci.”

Un abile gioco delle tre carte che getta un’ombra triste sulla maggioranza in Regione Toscana e su tutte le istituzioni consenzienti.

Il Comitato ricorda che quello che è andato in vigore il 6 ottobre 2012 è lo stesso decreto che la ex ministra Stefania Prestigiacomo si vide bocciare dalla Commissione Europea durante l’ultimo governo Berlusconi. La spada di Damocle su questo progetto è ancora sospesa; se cadesse dopo che gli scavi sono iniziati?

La vicenda dei tunnel fiorentini non è per niente conclusa e, se mai iniziassero, gli scavi sarebbe solo l’inizio di una serie interminabile di problemi per Firenze.

Il Comitato ritiene importante stigmatizzare un particolare di questa vicenda che poi getta una luce chiarificatrice su tutto il progetto TAV fiorentino: tutti sapevano che la fresa non avrebbe potuto scavare nulla con la vecchia normativa.

Lo sapeva la Regione, lo sapevano la Provincia e il Comune di Firenze, lo sapevano le Ferrovie dello Stato, lo sapevano il governo Berlusconi e il governo Monti, ma si è ugualmente montata la fresa “Monnalisa” a Campo di Marte che sta costando 5 milioni di euro al mese per rimanere ferma.

E’ chiaro a cosa servono i tunnel TAV: a mandare un fiume di denaro pubblico (le FS sono di totale proprietà del Ministero del Tesoro) nelle tasche dei costruttori.

Che nessuno o quasi nel mondo dei partiti abbia nulla da ridire è un segno ulteriore della condizione catatonica della politica italiana.

Comitato NOTUNNELTAV Firenze

 

Questo è il Programma a 5 Stelle per i Trasporti: http://goo.gl/u8rPO