Palazzo Vecchio, chi paga la crisi ?

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Dopo le dispute in Comune di pochi giorni fa’ si fatica a non credere che il Sindaco Renzi abbia assunto quel vizio della politica e della pubblica amministrazione in Italia, di creare cioè vere e proprie discriminazioni reddituali in un momento in cui, come dice lo dice lui stesso,” c’è la crisi e tutti sono tenuti a dare del loro”.

Ma non sembra però che sia così anche nei fatti. Il rottamatore infatti ha un occhio di riguardo per i suoi dirigenti, in tradizione con quella linea  politica che lui stesso vorrebbe rinnovare.

Proponiamo invece che la Giunta di Firenze  proponga un modello di virtù anche per  i compensi lordi di tutte le fasce dirigenziali del Comune:  che queste cioè non possano essere retribuite  più di quattro volte dello stipendio lordo della categoria più bassa (redditualmente) dei dipendenti comunali.
 
Per stipendi lordi intendiamo ovviamente anche il cosidetto “ad personam” (dizione che ci evoca oltretutto scenari nei d’intorni di Arcore) spettante ai dirigenti, oltre a premi od incentivi del caso.
 
Perchè chi percepisce più di altri abbia poi bisogno di incentivi per lavorare?   Sono forse dei premi alla fedeltà al padrone ?

Il punto non è da che parte di schieramento politico venga questa proposta, ma di quel minimo di buon senso e di giustizia sociale che ogni cittadino si porta dentro, e che crediamo al momento non sia appannaggio di nessuna forza partitica o sindacale, Firenze compresa.

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