Archivio mensile:settembre 2013

NoTavFirenze-M5S-Firenze

Tav: La politica toscana si assuma le sue responsabilità.

“Il presidente Rossi chiarisca la sua posizione e quella della Regione nell’ambito dell’inchiesta Tav. Allo stesso tempo, i lavori per il sottoatraversamento di Firenze devono essere bloccati immediatamente, e l’iter burocratico deve essere rivisto da zero: Firenze e il suo interland non sono la pattumiera del malaffare”.

Questa la presa di posizione del Movimento 5 Stelle all’indomani dei sei nuovi arresti legati ai lavori per l’alta velocità fiorentina: complessivamente sono 7 le imprese coinvolte e più di 30 indagati, a cominciare dall’ex presidente della Regione Umbria e presidente di Italferr Maria Rita  Lorenzetti, ma anche funzionari e consulenti ministeriali.

“Stiamo parlando di capi di imputazione molto gravi: associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata in danno di enti pubblici, abuso d’ufficio, frode in pubbliche forniture, corruzione e traffico di rifiuti – sottolineano i deputati del Movimento 5 Stelle Massimo Artini, Alfonso Bonafede e Samuele Segoni, che proseguono – Infiltrazioni della criminalità organizzata e precisi interessi di parte politica vengono in evidenza in questa delicata inchiesta giudiziaria che ha portato al blocco giudiziario dei cantieri: quello che sta svelando la Procura di Firenze è un vero e proprio affaire che coinvolge pubblico e privato”

“In particolare – sottolineano i tre deputati in una interrogazione parlamentare urgente – l’inchiesta evidenzia il tentativo degli indagati di condizionare l’esito dei pareri dei funzionari pubblici nazionali e della regione Toscana competenti in concessione di VIA. In particolare una loro pressione avrebbe avuto successo per l’avvicendamento ad altro incarico dell’arch. Fabio Zita direttore dell’ufficio VIA della Regione toscana che si era sempre opposto a far declassare i fanghi di risulta degli scavi  da pericolosi ad inerti o materiale non nocivo. Tale materiale è destinato  al riempimento delle ex miniere della città di Cavriglia. Appare evidente che i margini di guadagno da parte delle ditte interessate sarebbero stati enormi”.

Proprio su questo punto, il Movimento 5 Stelle punta il dito. “Dal presidente Enrico Rossi ci attendiamo motivazioni ben più precise e puntuali di quelle fornite sulla rimozione di Zita.
Del resto le scuse del Governatore sono in contraddizione da una parte con quanto dichiarato dal dirigente nelle interviste ai quotidiani nazionali, dall’altra con quanto emerge dalle intercettazioni. Sebbene non sia toccato, se non marginalmente, dall’inchiesta, Enrico Rossi ha il dovere di chiarire la sua posizione nella vicenda: la responsabilità politica è ben altra cosa rispetto a quella penale. E dall’inchiesta emergono forti dubbi sulle manovre amministrative di Rossi e co.”.

Il Movimento 5 Stelle annuncia battaglia a tutti i livelli: dal Parlamento fino a livello locale: “Pensiamo che il ruolo di controllo non possa essere esclusivamente affidato alla Magistratura. Certi problemi erano già venuti alla luce negli incontri pubblici del Movimento 5 Stelle di San Giovanni Valdarno organizzati al circolo ARCI di  Santa Barbara nel 2012, ma erano emersi anche dalle denunce e dall’importante lavoro di Tiziano Cardosi e dei No Tunnel Tav. Interventi mai seriamente presi in considerazione dalle istituzioni, perché gli interessi – come emerge in questi giorni sui giornali – erano altri”.

“Per questo chiediamo al Governo di revocare immediatamente tutte le autorizzazioni che hanno declassato i fanghi di risulta del tunnel Tav di Firenze da rifiuti pericolosi a inerti o sottoprodotto riutilizzabile in seguito ad autorizzazione ministeriale. Dall’altra parte – concludono Artini, Bonafede e Segoni – pensiamo che sia arrivato il momento di sospendere definitivamente i lavori per il Tav e rimettere in discussione la politica delle grandi opere infrastrutturali. Abbiamo già presentato un’interrogazione e un’interpellanza: prossimamente prepareremo anche una mozione a questo riguardo. E’ arrivata l’ora di prendere in considerazione eventuali progetti alternativi, anche tra quelli da tempo proposti da comitati, volontari, tecnici e professori universitari: lavori dal minore impatto ambientale e dal costo di gran lunga inferiore. I soldi risparmiati potrebbero essere investiti in altre opere come il secondo ponte sull’Arno a Figline e interventi per i pendolari che gravitano su Firenze.”.

Privatizzazione Sanità Fiorentina

Ieri in Palazzo Vecchio il Direttore Generale della ASL 10 Dr. Morello e il Direttore della Società della Salute Dr. Brintazzoli hanno illustrato l’attuazione della riforma sanitaria varata dalla Regione a fine 2012. Nelle parole dei direttori tanto uso del “futuro semplice”, declinazione che non porta mai niente di buono in miglioramento dei servizi ai cittadini e alle tasche della Azienda Sanitaria.

Privatizzazione sanità firentinaSoltanto grazie agli interventi mirati dei Consiglieri Grassi e Sabatini si sono strappate alcune ammissioni di responsabilità. Il direttore Brintazzoli ci ha chiarito che i presenti rappresentano il “Magma magnum” di questa riforma e quindi siamo in buone mani; apprendiamo poi dallo stesso Brintazzoli che la dismissione di alcuni presidi, l’esternalizzazione di tanti servizi ad aziende convenzionate non si chiama privatizzazione ma “ristrutturazione funzionale”, funzionale agli interessi della Azienda ma non certo ai cittadini. Il Direttore Morello invece ci ha dato un saggio delle acrobazie finanziarie che da Gennaio di quest’anno è chiamato a fare; sappiamo oggi che per attuare ristrutturazioni immobiliari, adeguamenti di sedi preesistenti e riorganizzazioni generali funzionali a questa riforma la ASL ha contratto ulteriori e nuovi mutui aggravando la posizione debitoria. Alla domanda posta dal Consigliere Grassi su che fine avesse fatto l’anticipazione di cassa che la Regione Toscana aveva promesso, per finanziare queste operazione, il Direttore Morello è “caduto dalle nuvole”, noi più di lui !

Incalzato da Sabatini su San Salvi si è mantenuto sul vago dichiarando soltanto che “è tutto fermo e non se ne sa niente”. Incosciente disinformazione o cosciente elusione? Resta il quesito.

Certo è che il quadro che emerge da questa audizione è poco rassicurante:

  • Le problematiche riscontrate dai cittadini sono semplici disguidi dati dalla riorganizzazione ma destinati a risolversi. Quando?
  • La ASL sembra aver intrapreso la strada del NON confronto con il territorio e a perseguire gli indirizzi intrapresi.
  • Sappiamo per certo che la ASL ha contratto altri debiti che ricadranno sui cittadini in forma di ticket sanitari e altre imposte locali.
  • Sappiamo che il “Magma magnum” di questa riforma naviga “a vista” sugli impegni finanziari di spesa e sul reale impatto socio-sanitario sul territorio.

Grazie alle pressioni della commissione, per lo più presente in rappresentanza dell’opposizione e di pochi sensati presenti esponenti del PD, AVREMO (futuro semplice) a Dicembre una relazione sull’avanzamento della riorganizzazione e forse qualche dato sui “risparmi” che questa riforma porterà alla ASL.

Nel passato come nel presente ma soprattutto nel futuro semplice, il Movimento Cinque Stelle resterà a fianco dei comitati cittadini e dei tanti operatori sanitari che non condividono questa riforma.

L’ aereoporto di Firenze e le oscure manovre in stile speculativo a spese della collettività

Il MoVimento 5 Stelle Firenze, presente alla manifestazione indetta dai lavoratori aereoportuali esprime profonda preoccupazione per la gestione industriale dell’azienda aereoportuale fiorentina che sembra aver imboccato facili scorciatoie di esternalizzazioni delle attività lavorative con possibili rischi di riduzione dell’efficacia e sicurezza del servizio pubblico.

Chiediamo alle istituzioni la massima trasparenza e chiarezza nel gestire tali dinamiche, in rispetto del principio di interesse pubblico collettivo e non di appartenenza a fazioni contrappostedi poteri o sirene di campanilismi utili solo alle campagne elettorali dei nostri amministratori.