Archivio mensile:dicembre 2012

La Sanità, ex fiore all’occhiello di Rossi Presidente

COMUNICATO UNITARIO DEL MOVIMENTO 5 STELLE TOSCANA

A seguito delle numerose segnalazioni che pervengono dalle realtà locali e alle notizie pubblicate di conseguenza dai media nazionali, il MoVimento 5 Stelle  avanza alle autorità competenti Toscane alcuni interrogativi, in merito ai provvedimenti inseriti nella legge n. 135 del 7/8/2012, detta Spending Review e richiamata nella Legge di Stabilità all’art. 6.

 

Ci chiediamo ovvero quali siano le Asl toscane in deficit, di quanto dovranno essere ridotti i loro bilanci e a quanto ammonti con precisione il taglio alla Sanità Toscana.

Se il decreto Monti è infatti votato al risparmio e prevede per questo la chiusura di alcune cliniche sul territorio regionale, cosa ne sarà dei nuovi ospedali costruiti fra Prato, Pistoia, Massa, Carrara e Lucca, che sono costati alla collettività oltre 400 milioni di euro?

Quali saranno i policlinici attualmente già funzionanti che si intenderà chiudere? E quali i servizi che si intende altrimenti “razionalizzare” o “ridurre”?

Vedi l’articolo: http://rassegnastampa.usl11.toscana.it/Asl11EmpoliRassegnaStampa/View.aspx?ID=2012090122508849

Comprendendo la delicatezza dell’argomento e la condivisibile entità di preoccupazione diffusa nella popolazione, ci aspettiamo chiarimenti puntuali e inequivocabili, nel rispetto di un doveroso e corretto rapporto fra cittadini e amministratori.

Oltre a ciò, alla luce delle recenti indagini sul Presidente della Regione Enrico Rossi per falso ideologico (accusato per aver fatto pressione sul direttore della Asl di Massa e averlo istigato a ridurre le spese dichiarate dalla struttura quando era ancora Assessore alla Sanità), invitiamo i cittadini a riflettere se sia opportuno o meno che la Regione porti avanti la direttiva sanitaria nazionale, quando proprio il Presidente della Giunta è coinvolto in un’inchiesta giudiziaria per reati concernenti la stessa materia.

Gruppi Meetup e liste civiche della Toscana aderenti al MoVimento 5 Stelle

 

 

Costi raddoppiati nel Piano Interprovinciale Rifiuti

Respinte la maggior parte delle osservazioni da parte delle Province di Firenze, Prato e Pistoia presentate dagli enti e dai comitati; dalle prime valutazioni abbiamo riscontrato non solo un incremento dei costi del 49% ( € 112.500.000,00  in più per un totale di € 308.500.000,00 ) in merito alla realizzazione degli impianti di incenerimento e delle discariche, ma anche una conferma di realizzazione dell’impiantistica in tempi brevissimi.

Il gruppi MoVimento 5 Stelle di Firenze, Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Calenzano, di Pontassieve e della Rufina, nonché di Figline Valdarno, Reggello, Greve in Chianti e del Valdarno Aretino hanno constatato il fallimento completo delle osservazioni sul Piano Interprovinciale dei Rifiuti dell’ATO Centro avanzate dalle Amministrazioni Comunali, Provinciali e dai Comitati.

Infatti sono state respinte quasi tutte le osservazioni basilari, quelle che mettono in discussione la necessità di creare nuovi impianti che assorbono ingiustificatamente milioni di euro, con la minaccia di un’emergenza rifiuti. Sono invece state parzialmente accolte quelle osservazioni ovvie, scontate e facilmente eseguibili.

Dalle tabelle che sono state approvate in primavera abbiamo notato un incremento drammatico di costi, a quanto pare per una mancata valutazione delle nuove normative ambientali (il che implica il fatto che il PIR sia oltremodo vetusto nella sua progettazione) e che pongono l’interrogativo essenziale: sono necessari questi impianti, a fronte di questi costi insostenibili?

Ricordiamo infatti che essendo la tariffa che l’utenza paga finalizzata alla copertura dei costi ci dovremo aspettare nuove e più esose TIA.

Tabella PIR
Paraventati dalla lotta guelfa-ghibellina ovvero renziani contro bersaniani, le Province stanno mettendo in atto un impianto di raccolta e smaltimento rifiuti che non rispetta le direttive europee e che impegnerà fiumi di denaro pubblico nei prossimi anni (Inceneritore di Parma docet).

In particolare alcune osservazioni sono discordanti e hanno il totale disprezzo verso le osservazioni portate dagli enti e le amministrazioni locali, nonché verso i comitati dei cittadini.

Per precisione nell’area della discarica di Le Borra (Figline Valdarno) si riscontrano alcune risposte che hanno dell’incredibile:
Nella risposta al Comune di Figline Valdarno troviamo che nella discarica di Le Borra saranno conferiti rifiuti urbani e urbani pericolosi stabili, dizione che non troviamo nel Piano Interprovinciale originario.

A pagina 97 si legge: “Ricordato quindi che la discarica prevista nel sito di “Le Borra” è un impianto di ATO e non della sola Provincia di Firenze, destinato quindi ad accogliere i rifiuti solidi urbani, opportunamente trattati come previsto dal D.lgs. 36/2003, prodotti nelle Province di Firenze, Prato e Pistoia”.

Questo è al di fuori di ogni precedente affermazione del sindaco Riccardo Nocentini che aveva detto solo le ceneri di Selvapiana sarebbero state accolte dalla discarica.

La tempistica di entrata in funzione non solo della discarica di Le Borra, non può dipendere dalla chiusura di impianti siti in altri ATO. Questo perché, ribadisce seccamente il documento, in risposta alle amministrazioni comunali di Figline Valdarno, San Giovanni Valdarno, Cavriglia e Terranuova Bracciolini si mira all’autonomia dell’ATO.

Si sottolinea un passaggio molto grave a nostro avviso a pg. 75: “siamo consapevoli dei disagi che potrebbero derivare alle popolazioni valdarnesi dalla contemporanea presenza di due discariche in esercizio nello stesso territorio e sarà nostra cura cercare di evitare tale situazione.

Ma il prezzo da pagare, ovviamente non potrà essere quello della mancata autosufficienza di smaltimento con conseguente emergenza ambientale in ATO Toscana Centro”.

Se si applica questo principio, perché allora si considera parte integrante del ciclo dei rifiuti dell’ATO Centro l’impianto di trattamento rifiuti presente a Podere Rota che è in altro ATO?

L‘inceneritore di Testi è stato pianificato per il 2016 senza nessun tipo di verifica sulla necessità come precedentemente indicato.

Inoltre il sito delle Borra è stato individuato proprio per la sua vicinanza all’impianto di pretrattamento presente a Podere Rota.

Infatti nel PIR a pagina 122 si legge: “Il sito risulta poi strategico per il mantenimento delle sinergie tra l’impianto di selezione e trattamento meccanico dei rifiuti e l’impianto di compostaggio esistenti in località Casa Rota nel Comune di Terranuova Bracciolini (AR) e l’impianto di termovalorizzazione previsto nel Comune di Rufina, in località Selvapiana”. Ma non è in contraddizione con la sventolata autonomia?

Rimangono i grandi interrogativi, che già erano stati posti nella fase di pianificazione del PIR. L’inceneritore di Case Passerini entrerà in funziona nel 2015, La discarica di Le Borra entrerà in funzione nel 2014, Selvapiana nel 2015 e Testi nel 2018.

Chi troverà i soldi per effettuare questi inutili e dannosi impianti ?

Li recupereremo dalla Sanità?

Già ad oggi sono tolte risorse necessarie al corretto funzionamento del sistema sanitario a scapito di tutti i cittadini.

Dopo le sbandierate rassicurazioni da parte degli amministratori locali, come potranno di nuovo presentarsi davanti ai cittadini per continuare ostinatamente ad approvare questi piani?

Chiediamo, come MoVimento 5 Stelle, con forza la fine di questo piano, vecchio e anacronistico e a tutti i consiglieri provinciali PD, nonché al presidente di ripensare un sistema meno oneroso e gravoso, da subito, prima che si inizino le gare di appalto e si giunga al punto di non ritorno.

 

Comunicato stampa: le spese del Comune fuori controllo

I cittadini del MoVimento 5 Stelle apprendono preoccupati le ultime dichiarazioni della Corte dei Conti in merito alla gestione finanziaria della giunta Renzi.

L’Organo di Stato  ha comunicato che è stato sforato il Patto di stabilità :” la spesa del personale sfora del 120%, e i costi sostenuti per il personale con contratto a termine, risultano superiori del 50% di quelli effettuati nel 2009. Il tutto aggravato dalla previsione per il 2012 di nuove assunzioni di personale.

Si denota quindi il permanere di una situazione di precarietà finanziaria, e “una reiterata irregolarità contabile”.

Ci chiediamo quale sia il beneficio della linea che ha portato a queste dichiarazioni  e se non si profili un vero e proprio crack economico  per la città di Firenze.

Se si era già palesata la volontà di effettuare tagli alla cultura, allla scuola, all’ambiente e alla manutenzione stradale, vorremo capire verso che direzione vuole andare l’amministrazione .

Perchè si continuano gli investimenti nel personale della macchina comunale, piuttosto che quelli nel  sociale e nella conservazione e il rilancio dei servizi  per la collettività?

Perchè la fondazione di Renzi investe dieci milioni di euro nei fondi del finanziere Serra,  invece che riparare le logorate tubature del capoluogo fiorentino ? O ristrutturare gli intonaci del soffitto del  liceo fiorentino Galileo? O quello della MicroPiscina del quartiere dell’Isolotto il cui crollo ha provocato delle ferite  a cinque bambine? 

Crediamo che i cittadini di Firenze abbiano diritto a  una gestione  della spesa pubblica trasparente,  condotta senza irregolarità,  e finalizzata in primis alla salvaguardia delle esigenze locali  della comunità.